Pama innova per crescere globalmente

16 Giugno 2025

Pama innova per crescere globalmente

Pama, leader nelle macchine utensili di grandi dimensioni, mira ai 200 milioni di fatturato entro il 2030. Al centro della strategia: innovazione continua, formazione locale e presenza globale

L’INNOVAZIONE per la crescita: questa la strategia di Pama, tra i leader mondiali nella produzione di macchine utensili di grandi dimensioni. L’azienda trentina, che conserva a Rovereto il proprio headquarter, punta ai 200 milioni di fatturato entro il 2030 e lo fa mettendo al centro l’innovazione. “Innovazione di processo, innovazione di prodotto e innovazione tecnologica”, spiega Michele Dal Rì, direttore sviluppo e prodotto in Pama. “Questi tre livelli – continua – ci consentono di mantenere la nostra redditività nel breve, nel medio e nel lungo periodo e ci permettono allo stesso tempo di strutturare un percorso di crescita costante in termini di volumi e di fatturato”.

Pama Spa impiega oltre 350 dipendenti presso la sede di Rovereto. Avvengono qui progettazione, ingegnerizzazione, assemblaggio e produzione delle macchine da destinarsi a molti settori industriali: aerospaziale, energetico, trasporti, oil e gas, costruzione di macchine, stampi, meccanica generale e movimento terra. Si trova a Rovereto anche il comparto ricerca e sviluppo. L’ufficio tecnico occupa 70 dipendenti – circa un quinto del totale – che operano in team con altissime qualifiche professionali.

Il fatturato di Pama si attesta attualmente sui 145 milioni all’anno. Ogni produzione è il rispecchiamento delle esigenze del cliente. Elevatissima è la personalizzazione. “Non produciamo mai due volte la stessa macchina” precisa Dal Rì. “Questo è il nostro obbiettivo: fornire soluzioni su misura ai grandi player internazionali che si rivolgono a noi”. Grazie ad affidabilità e precisione, Pama è spesso un passo avanti rispetto ai competitors. Le richieste giungono da tutto il mondo. “Realizziamo l’80% del nostro fatturato all’estero”.

Il posizionamento sul mercato internazionale si deve anche alle alleanze strette da Pama con grandi partner internazionali. Si spiega così la recente acquisizione di Pama da parte di Nidec Corporation: un colosso giapponese da 110mila dipendenti e 13 miliardi di fatturato l’anno. Nel 2022 Nidec ha puntato gli occhi sull’azienda trentina e l’acquisizione raggiunta ha portato vantaggio a entrambi. “Siamo rimasti indipendenti all’interno del Gruppo – sottolinea Michele Dal Rì – lavorando in rete con gli altri stabilimenti”. Nella più ampia compagine del Gruppo, Pama opera anche attraverso altri stabilimenti propri: in Italia il sito produttivo di Brescia e in Cina quello di Shanghai. Varie sono le filiali o service di vendita, con una presenza negli Stati Uniti, in Germania, in Francia, in India e in Brasile.

Nonostante un’internazionalizzazione spinta, Pama conserva un forte legame con il territorio. I collaboratori vengono formati selezionando i giovani più promettenti mediante percorsi di collaborazione con le università dell’Ateneo trentino e grazie al lavoro svolto dalla Pama Accademy: un’accademia interna che si muove a stretto contatto con gli istituti tecnici della provincia. “Cerchiamo di formare sul territorio professionisti qualificati che poi si fermino in azienda”.

A orientare l’intero modello di business è l’innovazione. Un centro di gravità, per Pama, attorno al quale tutto ruota. “Per quanto riguarda l’innovazione di processo – spiega Michele Dal Rì – abbiamo introdotto nel ciclo produttivo un metodo di lavoro che ci consente di programmare con continuità l’attività di stabilimento e di gestire i picchi di richieste, anche se lavoriamo su commessa. Per quanto riguarda invece l’innovazione di prodotto, stiamo introducendo nel ciclo produttivo la possibilità di realizzare i nostri prodotti in modo modulare, così da ottenere grande varietà di personalizzazione con un numero contenuto di componenti.

Vogliamo aumentare la nostra gamma prodotti riducendo la complessità del ciclo produttivo. In altre parole, processi di produzione più standardizzati per prodotti sempre più customizzati. Per quanto riguarda, infine, l’innovazione tecnologica, ci stiamo muovendo soprattutto sulla strada della digitalizzazione. Da un punto di vista tecnologico, la meccanica ha raggiunto livelli che difficilmente vedranno stravolgimenti. Perciò, l’area su cui si giocherà la competitività futura è legata alla capacità di utilizzo dei dati che raccoglieremo dal funzionamento delle nostre macchine e che potremmo sfruttare sia per migliorare la produttività della macchina presso il cliente sia per derivare idee innovative per lo sviluppo di nuovi prodotti”.

In quest’ottica, a inizio 2025 Pama ha lanciato il progetto Operator, avvalendosi della nuova LP6/23 per gli incentivi alle attività di ricerca e sviluppo: “Il progetto Operator ambisce alla realizzazione di un ecosistema sostenibile per la gestione dei servizi digitali, e allo sviluppo di funzionalità innovative. Il sistema della ricerca trentino avrà un ruolo fondamentale nella realizzazione di queste attività”.

a cura di ALESSANDRO DE BERTOLINI

Fonte: “Trentino Industriale”